RASSEGNA STAMPA S.

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

PAESI DELLA LEGA ARABA

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TESTO SC.

La differenza tra propaganda e istruzione viene spesso così definita: la propaganda impone all’uomo ciò che deve pensare, mentre l’istruzione insegna all’uomo come dovrebbe pensare. (Sergej Hessen)

mercoledì 15 aprile 2026

IL DISORDINE GLOBALE: IL SISTEMA INTERNAZIONALE TRA CONFLITTI E TRANSIZIONI (2026)


Il quadro geopolitico attuale si presenta come un sistema sotto tensione permanente, nel quale più crisi si sovrappongono senza mai risolversi del tutto generando un equilibrio instabile. Il conflitto tra Russia e Ucraina resta uno dei principali fattori di attrito: la linea del fronte è relativamente statica, ma la guerra evolve sul piano tecnologico e strategico con un crescente uso di droni, guerra elettronica e attacchi in profondità, mentre sullo sfondo si gioca una partita più ampia tra NATO e Russia che riguarda sicurezza europea, deterrenza e ridefinizione degli equilibri post-Guerra fredda. In Medio Oriente la situazione è ancora più fluida e pericolosa: la crisi tra Israele e l’area palestinese non si esaurisce nella dimensione di Gaza ma si estende a un sistema regionale più ampio con tensioni diffuse tra Iran e il blocco occidentale. Il rischio di escalation indiretta rimane alto, soprattutto lungo direttrici sensibili come il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, vero choke point energetico globale, dove anche piccoli incidenti possono avere ripercussioni sistemiche sui mercati. Sul piano globale emerge con chiarezza il rafforzamento dell’asse tra Russia e Cina: non si tratta di un’alleanza formale, ma di una convergenza strategica che mira a ridurre l’influenza occidentale e a promuovere un ordine internazionale più multipolare. In questo contesto Cina continua a esercitare pressione su Taiwan, mantenendo alta la tensione nel Pacifico, mentre consolida la propria proiezione economica e tecnologica su scala globale. Parallelamente gli Stati Uniti restano il principale attore sistemico, ma appaiono sempre più impegnati in una gestione simultanea di più fronti: contenimento della Cina, sostegno all’Ucraina, presidio del Medio Oriente. Questa moltiplicazione degli impegni segnala una fase di transizione, in cui la leadership americana non è assente, ma più selettiva e sotto pressione. Infine, un elemento trasversale riguarda la crescente centralità di fattori non strettamente militari: energia, catene di approvvigionamento, tecnologia e informazione diventano strumenti di potere tanto quanto le armi tradizionali. Il mondo non è più organizzato secondo blocchi rigidi, ma come un campo di forze irregolare, nel quale competizione e cooperazione coesistono e si alternano rapidamente, rendendo il sistema internazionale più complesso, meno prevedibile e strutturalmente instabile. Roberto Rapaccini
PODCAST - https://youtu.be/vQAOSnacIag