RASSEGNA STAMPA S.

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

PAESI DELLA LEGA ARABA

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TESTO SC.

La differenza tra propaganda e istruzione viene spesso così definita: la propaganda impone all’uomo ciò che deve pensare, mentre l’istruzione insegna all’uomo come dovrebbe pensare. (Sergej Hessen)

mercoledì 22 aprile 2026

L’AMICIZIA DI RUSSIA E CINA

Siamo di fronte a una convergenza strategica complessa non a un’alleanza militare classica. È un legame nato da necessità divergenti: per la Russia la rottura dell’isolamento dopo il conflitto ucraino; per la Cina la ridefinizione di un ordine multipolare che riduca il peso occidentale senza però innescare rotture sistemiche irreversibili. La crisi mediorientale del 2026, con l’escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele, ha messo a nudo la natura di questo asse. Mosca e Pechino hanno dimostrato una postura coerente con una logica rigorosamente selettiva: l'assenza di un intervento militare diretto a favore di Teheran non è un segno di debolezza ma un calcolo razionale del rischio. Osserviamo due strategie distinte ma complementari:

• La Russia agisce come un attore revisionista. Focalizzata quasi interamente sull'Ucraina, accetta rischi elevati pur di scardinare l’egemonia statunitense, offrendo all'Iran un sostegno basato su una cooperazione tecnologica e diplomatica calibrata.
• La Cina, al contrario, segue una strategia di 'presenza senza esposizione'. Per Pechino, la stabilità dello Stretto di Hormuz è un interesse vitale per la sicurezza energetica. La Cina sostiene Teheran politicamente e si accredita come mediatore, ma evita accuratamente ogni passo che possa trascinarla in un confronto diretto con gli Stati Uniti o compromettere i suoi flussi commerciali.
Un punto fondamentale è l'asimmetria strutturale di questo rapporto. Sebbene esista un forte legame personale tra Putin e Xi, la Russia è divenuta progressivamente dipendente dalla Cina sul piano economico ed energetico. Pechino mantiene invece una relativa autonomia utilizzando Mosca come uno strumento utile ma non esclusivo della propria proiezione di potenza globale. In conclusione il mondo multipolare emergente nel 2026 non è fatto di blocchi rigidi ma di relazioni dinamiche e flessibili. La solidarietà tra Russia, Cina e Iran esiste solo finché coincide con il calcolo strategico nazionale. Quello che osserviamo è un equilibrio instabile tra cooperazione e autonomia, dove la stabilità è solo apparente e la flessibilità resta la regola d'oro per entrambi i giganti. Roberto Rapaccini