RASSEGNA STAMPA S.

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• Il Passato sarà un buon rifugio, ma il Futuro è l'unico posto dove possiamo andare. (Renzo Piano) •

PAESI DELLA LEGA ARABA

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TESTO SC.

La differenza tra propaganda e istruzione viene spesso così definita: la propaganda impone all’uomo ciò che deve pensare, mentre l’istruzione insegna all’uomo come dovrebbe pensare. (Sergej Hessen)

giovedì 21 maggio 2026

IL PARADOSSO DI PECHINO (2026)

Il paradosso del summit di Pechino del maggio 2026 risiede nella netta divergenza tra la conclusione di accordi commerciali "tangibili" e l'incapacità di risolvere le tensioni geopolitiche strutturali, un fenomeno che ha portato gli osservatori a definire l'incontro come il "summit dello stallo".

Gli accordi commerciali

Per Donald Trump, il successo del summit dipendeva dalla possibilità di presentare all'elettorato americano risultati concreti e immediati, necessari per giustificare la visita nel mezzo di un conflitto in Iran e di una crisi energetica.

•        Settore Aerospaziale: è stato annunciato l'acquisto da parte della Cina di 200 jet Boeing, un ordine che Trump ha ipotizzato possa salire a 750 nel tempo, sebbene le azioni Boeing siano inizialmente calate poiché le aspettative del mercato erano superiori.

•        Agricoltura e Energia: Pechino ha acconsentito all'acquisto di circa 17 miliardi di dollari in prodotti agricoli (soia, carne bovina e pollame) e ha mostrato interesse per il petrolio e il gas naturale statunitense.

•        Tecnologia: come "ramoscello d'ulivo", gli Stati Uniti hanno autorizzato dieci aziende cinesi all'acquisto dei chip Nvidia H200, pur mantenendo sostanzialmente invariate le restrizioni generali sull'export di semiconduttori avanzati.

•        Dialogo Istituzionale: è stata decisa la creazione di un Board of Trade e di un Board of Investment per gestire il commercio di beni non sensibili e facilitare gli investimenti reciproci.

Lo stallo strategico

Nonostante la cordialità di facciata e il simbolismo dei cipressi intrecciati a Zhongnanhai, il summit non ha scalfito i nodi cruciali del rapporto bilaterale:

•        Taiwan: Xi Jinping ha ribadito che Taiwan è la "prima linea rossa" e il tema più importante. Trump ha mantenuto una posizione vaga, rifiutando di confermare se gli USA interverrebbero militarmente in caso di attacco e procrastinando l'approvazione di un pacchetto di assistenza militare da 14 miliardi di dollari.

•        Il conflitto in Iran: sebbene entrambi i leader abbiano concordato sulla necessità di uno Stretto di Hormuz aperto e su un Iran senza armi nucleari, la Cina non ha assunto impegni diretti per forzare Teheran ai negoziati, continuando a fornire supporto indiretto (componenti dual-use e immagini satellitari) che danneggia gli sforzi americani.

•        Terre rare: nonostante la tregua commerciale, Pechino rimane lenta nel concedere le licenze di esportazione per le terre rare, mantenendo questa leva coercitiva contro Washington.

La Natura del paradosso

Il paradosso si spiega attraverso le diverse filosofie di leadership.

•        Diplomazia transazionale (Trump): il Presidente USA vede il rapporto come una serie di accordi d'affari. Portare con sé i CEO di Apple, Tesla e Nvidia serve a segnalare la volontà di fare business, ma per Pechino questo può essere interpretato come un segno di debolezza e dipendenza dal mercato cinese.

•        Stabilità strategica (Xi): il leader cinese punta a un nuovo paradigma di relazioni in cui gli Stati Uniti accettino l'ascesa della Cina come partner paritario. Citando la "Trappola di Tucidide", Xi suggerisce che la coabitazione pacifica sia l'unica alternativa al conflitto, cercando di rendere "negoziabili" temi come Taiwan in cambio di stabilità economica.

In sintesi il summit ha ottenuto una "pace fredda" economica ma ha confermato che la competizione per il primato globale rimane un gioco a somma zero, dove le concessioni commerciali sono solo uno strumento per gestire, e non risolvere, un disaccordo profondo e strutturale. RR